Cortometraggio genere fantascienza-videoarte, da un idea di Antonino Bove

PDF – CATALOGO DI PRESENTAZIONE ACRONOS

ACRONOS – extra capitolo 4

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“Stanotte ho fatto un sogno, eri tu”
Ci lascia così, sospesi e responsabilmente complici, il film di Maicol Borghetti ACRONOS.
C’è una sorta di sollievo nel vuoto del mare. Né passato, né futuro in questa immagine che muove i primi passi sullo schermo.
La leggerezza e la sospensione del giudizio, evocati in questo film oltre lo schermo, sono un invito ad abbandonare l’insostenibilità della finitezza umana per gettarci così a capo fitto, forse anche un po’ a ruota libera, in una dimensione altra.
Borghetti conduce lo spettatore, attraverso ambientazioni rese memorabili da una fotografia evocativa e poetica, nel fantasmagorico mondo – creato dall’artista Antonino Bove – nel quale è rappresentata una possibile via d’uscita all’ineluttabile ciclo biologico vita-morte, alla cui consapevolezza, l’uomo è inesorabilmente condannato.
Attraverso una narrazione intrigante e ad immagini spettacolari, Borghetti ci induce a saperne di più sul mondo dei sogni al quale Bove, fondatore a Firenze, nel 1973 della Società degli Onironauti (della quale nel libro Oniroplasmi, pubblicato nel 2010 Ed. Pezzini, si riporta l’atto costitutivo e lo statuto) dedica da anni i suoi studi e la sua ricerca artistica.
É la materializzazione dei sogni, la vera protagonista della scena, l’unica possibilità che l’uomo ha di espandere i propri limiti spazio-temporali.
Oltre lo schermo entità oniriche entrano nella realtà e prendono per mano solo quegli esseri sensibili capaci di percepirli attraverso epifanie e ricordi.
Il film esce dalla sua esistenza ontologica e conduce lo spettatore all’interno del set dove tale materializzazione può aver luogo.
La pellicola diventa opera d’arte, si fa fotografia, scultura, installazione e performance, donando allo spettatore la possibilità di aprirsi ed immergersi in questa alterità che vede la regia sconfinare così tra live art e teatro.
E allora, perché non lasciarsi sedurre?

“Si dice che il mare separi il mondo dei sogni dal nostro”.
Anche noi, come l’acqua che scorre, siamo viandanti in cerca di un mare (Juan Baladán Gadea).

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