Maicol Borghetti
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Manifesto

Lavoro nello spazio tra ciò che ricordiamo e ciò che ancora dobbiamo riconoscere.

Mi hanno sempre attratto i confini, i luoghi dove una cosa sfuma in un'altra: la linea tra chi eravamo e chi potremmo diventare, tra ciò che ci è familiare e ciò che comincia già a sembrarci estraneo. Per me l'arte è una specie di macchina del tempo. Non per fuggire dal presente, ma per fare un passo indietro e guardarlo più chiaramente, da una certa distanza.

Lavoro con figure umane. Forme sospese a metà tra mito e memoria, tra un passato così lontano da non avere più un nome e un futuro non ancora arrivato. La chiamo l'archeologia del futuro: scavare alla ricerca di civiltà del tutto umane, eppure non del tutto, forse non più, nostre.

Amo le opere che si possono guardare in modi diversi, che sembrano una cosa e poi forse un'altra. Non voglio mai dirti esattamente cosa stai guardando. Preferisco che l'opera resti aperta, perché ognuno possa entrarci a modo suo. Per alcuni basta la superficie: la forma pura, la bellezza semplice, ed è già più che sufficiente. Ma se vuoi, puoi andare più a fondo, strato dopo strato, finché non affiorano domande sul tempo, su cosa significhi essere umani, su dove siamo tutti diretti. Non c'è una lettura giusta né una sbagliata. Ogni lettura è vera a suo modo.

Al centro di tutto c'è l'immagine. Il mio lavoro vive in due dimensioni e in tre: fotografie e sculture in bronzo. Ma non sono fasi diverse di un processo. Sono due modi di dire la stessa cosa. Una fotografia ferma una figura in un istante esatto, da un angolo esatto. Una scultura è come una fotografia attorno a cui puoi camminare, vedendola da ogni lato.

In entrambi i casi l'intenzione è la stessa. I bronzi sono fusi con la Fonderia Artistica Versiliese qui a Pietrasanta, una fonderia con più di cinquant'anni di storia alle spalle. Non do mai un titolo alle opere. Un titolo chiuderebbe la porta, metterebbe il mio nome su storie che ho appena cominciato a portare alla luce. Ogni pezzo arriva con un codice, un certificato, una fotografia. È abbastanza.

Quando qualcuno sceglie un'opera e la porta a casa, per me non sta solo comprando un oggetto. Si sta unendo allo scavo. Sta riportando alla luce un frammento di tempo umano che altrimenti resterebbe sepolto. Ogni collezionista che accoglie un'opera nella propria vita spinge lo scavo un po' più avanti.

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La bellezza è la porta.
Tutto ciò che accade dopo, dentro, appartiene a te.

Rappresentato da Liquid Art System