Maicol Borghetti
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Biografia

Al centro del lavoro di Maicol Borghetti c'è sempre la figura umana: nel bronzo, nella fotografia, nella materia fatta di metallo, luce e tempo.

Maicol Borghetti nel suo studio, Pietrasanta

Gli inizi — Fotografia e cinema

Borghetti nasce a Pietrasanta nel 1976, città di marmo e bronzo dove scultori da tutto il mondo vengono ancora a dare forma alla materia con le mani. Cresce tra artisti, con la fotografia come prima lingua: dapprima su pellicola, con una Hasselblad 500CM che gli insegna a rallentare e a intendere la luce non come ciò che rivela una figura, ma come ciò che la crea. Parallelamente costruisce figure tridimensionali sullo schermo, con i primi strumenti digitali per la scultura. Il suo immaginario si forma sul rigore formale e la luce drammatica di Stanley Kubrick quanto sulla potenza scultorea ed erotica di Helmut Newton.

Appartiene a una generazione che conosce ancora entrambi i mondi, analogico e digitale, e impara a muoversi tra loro come in un'unica lingua. Nel 2005 il progetto fotografico Immagini Zero vince il concorso nazionale MarteLive a Roma, seguito da mostre a Roma, Milano e Parigi. Dal 2007 si dedica all'immagine in movimento: dirige i propri cortometraggi e nel 2009 co-fonda Studio Sumatra, prima casa di produzione italiana a dotarsi di una cinepresa digitale Red 4K. È direttore della fotografia per Franco Battiato, Jovanotti, Laura Pausini, Nesli e Nina Zilli, e firma tre cortometraggi di fantascienza, Acronos, Ison e The Liw, il primo dei quali selezionato al Trieste Science+Fiction Festival e al Galactic Film Festival di Los Angeles. È in quegli anni che matura il richiamo verso una pratica più intima, in cui la distanza tra pensiero e forma si accorcia. Da lì nascono le sue figure.

L'archeologia del futuro — Mythos and Protos

Borghetti chiama la propria ricerca l'archeologia del futuro: un'archeologia immaginaria. Attraverso la serie Mythos and Protos dà vita a figure di bronzo che appaiono al tempo stesso antiche e irriconoscibili, come riportate alla luce da una civiltà corsa parallela alla nostra, che ha lasciato dietro di sé solo la propria bellezza. Altre umanità, perdute nel tempo; proto-miti, forme che esistevano prima di noi e che resteranno dopo di noi.

Il processo comincia da scansioni tridimensionali di persone reali, o da figure modellate da zero, e prosegue nel mondo fisico fino alla fusione in bronzo. Per come lavora, la scultura è fotografia in tre dimensioni, luce che costruisce il volume invece della superficie, e bronzo e fotografia diventano due modi di custodire lo stesso pensiero. Sotto le forme resta una domanda costante: cosa significa essere umani non come singola vita, ma come arco lungo, l'insieme portato avanti da ogni individuo e ogni individuo reso significativo dall'insieme.

Il bronzo — Mostre, istituzioni, fonderia

Dal 2019 l'archeologia del futuro si amplia attraverso mostre e dialoghi istituzionali. La serie Mythos and Protos esordisce al Lu.C.C.A. Lucca Center of Contemporary Art, a cura di Maurizio Vanni. Nel 2021 riceve il premio di scultura Michelangelo Buonarroti a Seravezza. Seguono due dialoghi con l'archeologia: nel 2022 Il Trionfo della Luce, al Museo Archeologico di Santa Scolastica di Bari, e nel 2023 Exploring the Ego of Times, al Museo Archeologico Versiliese di Pietrasanta, dove le figure affiancano reperti etruschi come oggetti di una civiltà parallela. Nel 2024 è la volta di Lumen, a Viareggio.

Dal 2025 Franco Senesi di Liquid Art System ne rappresenta il lavoro a livello internazionale, presentando Mythos and Protos ad Art Miami 2025 e Art Palm Beach 2026. Nell'estate 2026 il progetto Capri Verdemare porta un nuovo capitolo sull'isola di Capri: una scultura immersa nel mare, da cui nasce una nuova patina del bronzo, la Patina Capri Verdemare. Del suo lavoro ha scritto Maurizio Vanni; è attualmente seguito a livello curatoriale da Alessandro Romanini.

Borghetti vive e lavora a Viareggio. Ogni scultura è fusa presso la Fonderia Artistica Versiliese di Pietrasanta, a pochi chilometri di distanza, una fonderia con oltre cinquant'anni di storia. Le sue figure non portano titoli, né date, né spiegazioni: solo un codice, un certificato e una fotografia. È abbastanza. Il resto è tuo.

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Rappresentato da Liquid Art System